27 febbraio 2026
Post per pochi intimi.
Ieri ho messo in scena LA PARTE PEGGIORE DI ME
Ogni giorno è una specie di pantomima teatrale. Quale Lisa porto a spasso oggi?
La mia preferita è quella bella, tranquilla e serena, concentrata sul momento presente. Pacifica.
Ma questa Lisa esce poco. Non ama lo stress, le corse, la performance.
In quei casi esce l’altra, quella corazzata, battagliera e guerrigliera, performante, giudicante e rompi scatole.
È la stessa che si esprime spesso con merda, coglione, cazzo & co.
Se tanti anni fa, ma tanti, questo registro linguistico ci poteva anche stare, ora no.
Ora non più.
Mi do fastidio da sola quando cado nel turpiloquio.
Ma è il mio automatismo. Si innesca quando mi sento a disagio, perché non capisco, o perché le cose non vengono fatte come vorrei, o quando mi sembra di non avere il controllo della situazione.
È più forte di me… Sembra più forte di me. Ma a pensarci bene… Quale me?
E se la mia me di oggi fosse profondamente cambiata rispetto a quei tempi?
Come fare a scardinare l’automatismo? Come evitare di trovarsi il day after a vergognarsi di sé stessi?
Osservarsi. Fatto
Prendere coscienza dell’automatismo e del disagio successivo. Fatto
Capire cosa lo innesca… In progress
Superarlo… Da fare
Perché ho scritto tutto ciò? Perché penso sempre, sempre, sempre… Per lo più banalità. Questa riflessione mi sembra un pelino sopra al banale, oserei persino definirla un filino evolutiva.
L’ho scritta per condividerla, magari qualcuna/o la coglie e la vuole portare a un livello superiore .. se no parliamo sempre delle solite quattro cose.
E voi-altri pensatori avete il coraggio di fare outing con la vostra parte peggiore?
The end.


