Vino

Tramari, Rosè di Primitivo IGP Salento – Az. San Marzano Vini

L’azienda nasce nel 1962 a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. 19 viticoltori si uniscono in una cooperativa, per valorizzare il proprio lavoro e le uve del territorio. Oggi i viticoltori sono 1.200, coltivano oltre 1.500 ettari di vigneto nel cuore dell’area del Primitivo di Manduria DOP.

Gli ettari sono tantissimi, i produttori anche, e allora? Buono o cattivo a prescindere solo per le dimensioni?

Per me no! Per me se è buono è buono, punto!

E questo vino è buono. La personalità è ruffiana, ma ce l’ha. Lo bevi volentieri? Super volentieri; è pericoloso? Pericolosissimo, se è bello fresco la bottiglia finisce moooolto in fretta!

L’uva è Primitivo 100%, un antichissimo vitigno pugliese, e per questo mi piace ancora di più. Una curiosità, questo vitigno sembra essere imparentato strettamente, con lo Zinfandel californiano e il Crljenak Kaštelanski croato. Come sarà stato possibile, che viaggi avranno fatto queste uve?

Con cosa abbinarlo? Con il mare e la felicità!

Le Stipe, Elba Bianco Doc bio – Az. Sapereta

L’Azienda Agricola Sapereta è una realtà storica dell’Isola d’Elba. Nel 1927 Italo Sapere acquista i primi ettari e inizia l’avventura, crede fortemente nei vitigni autoctoni della sua terra, Aleatico sopra a tutti. Oggi ci sono i nipoti, che portano avanti lo stesso credo del nonno, una delle aziende che ha contribuito a preservare la viticoltura originaria dell’isola. 20 ettari di vigneto, tra proprietà e affitto, distribuiti tra Porto Azzurro, Capoliveri e Portoferraio. Nomi che invitano a partire.

Il vino, prevalenza di uve Procanico, chiusura di Vermentino, richiama la località “Lo Stipito”, corpo centrale dei vigneti dell’azienda, ma c’è di più, l’Erica scoparia, arbusto della macchia mediterranea elbana, localmente detto “Stipa”. Qui il vino è paesaggio.

Non è verticale, orizzontale, obliquo … è buono! Sa di genuinità, di vento, di mare, di mani e cuori. Non se la gioca in esplosione e potenza, non è uno schiaffo o un pugno, è una carezza mediterranea.

Un paio di curiosità sui vitigni: Il Procanico è una biotipo del Trebbiano Toscano. Rispetto al Trebbiano coltivato in altre zone, qui produce meno, ma è più ricco di sostanze aromatiche. Nell’isola c’è da secoli. Il Vermentino dell’Elba è lo stesso vitigno coltivato in Liguria, Toscana, costiera, Sardegna e Corsica, ma l’uva da buona interprete dei luoghi, sa cosa dire e non si ripete mai.

Grechetto, Umbria Igp – Az. Raina

Ci sono i vini che si bevono una sola volta nella vita, quelli che bevi una volta ogni tanto, e quelli che invece quando li trovi sei felice e li ri-bevi sempre volentieri. Questo è proprio uno di quelli per cui reitero e persevero. Mi piace il colore, mi piacciono i profumi e soprattutto mi piace “masticarlo”. Tutta colpa della biodinamica, è quella che dà consistenza al vino, è quella che trasforma il tessuto da trasparente e molto liquido a torbido e denso, Lo trasforma in un qualcosa in una polpa che ti sembra di poter spremere tra le mani. Meraviglia.

Qui siamo in Umbria, e già leggendo questo, nella mia mente si aprono spazi verdi di respiro. Zona di Montefalco. Raina, chissà dove stà l’accento, era il soprannome del contadino che curava le terre da dove nasce questo vino. Nel 2002 arrivano Francesco, cuoco e vignaiolo di Montefalco, e l’amico Andrea. Piantano 10 ettari, Sagrantino, Sangiovese, Montepulciano, Syrah, Grechetto e Trebbiano Spoletino. Tra 220 e 300 metri sul livello del mare, chissà cosa pensava Raina, quando passeggiava tra i suoi campi, chissà se sarebbe contento del lavoro di questi due ragazzi, Io penso di sì, in fondo questi vini richiamano quei sapori ancestrali del vino, che se chiudi gli occhi ti riportano alla vita, quella vera.

Credo non serva dire altro, è tempo di bere. Punto.

PS macerazione è la parola magica. Un po’ dovremmo macerare anche noi sulle nostre bucce prima di parlare e fare e dire.

Corvina Veronese Igp – Barone Massimiliano Enrique Costa

Quando incontro un vino che mi piace vorrei sapere tutto, o almeno conoscere i fondamentali, tipo chi è il produttore, dov’è l’azienda e quanto grande è, che uve sono, da che tipo di agricoltura viene, se convenzionale, bio, biodinamica, in transizione… altro.

Ma succede anche che molte o quasi tutte queste informazioni non siano disponibili. E in certi casi bisogna farsene una ragione, anzi vale la pena farsela questa ragione. Non è detto che quando le cose non vanno come vorremmo o come avremmo voluto sia per forza un male.

L’incontro con questo vino è stato talmente particolare, che questa bottiglia me la sono bevuta all’oscuro di tutto.

Ebbene si!

Questa Corvina è semplice, senza fronzoli, immediata, buona da bere senza farsi troppe seghe mentali.

Amici di amici di amici di amici… mi invitano a una mostra di pittura a Bagnoli (PD) in una vecchia casa, pertinenza della tenuta del Dominio di Bagnoli (che non ha nulla a che fare con questo vino).

A questa mostra incontro il pittore, e il Barone Enrique Massimiliano Costa. La famiglia di Max (Il Barone) ha un’azienda che fa vino nel veronese. Lui “commercializza” una selezione di etichette con la sua firma.

Il suo commercializzare funziona in modo particolarissimo, ti invita a casa sua, a Bagnoli, due stanze e un atrio piene zeppe di opere d’arte. Una tavola sempre imbandita con una qualche soppressa strepitosa, calici sempre pronti e vino.

E devi assaggiare. DEVI. Non hai scelta. I vini? A me piacciono!

Chi li ha fatti, credo avesse in mente come primo obiettivo, vini da bere. Non è scontato oggi. Ci sono vini per fare cassa, vini di moda, vini per tirarsela, questi sono da bere, dal primo all’ultimo,

Ma il mio preferito è quello che si chiama “La Baronessa”, è un rosso (di cui non ricordio le uve, cmq sempre zona Verona quindi Corvina e qualcos’altro). Un rosso che fa legno in modo contemporaneo. Ossia? Ossia, poco e grande, o pochissimo e piccolo… insomma si sente quella particolare ossigenazione che dà il legno al vino, senza però sederlo e renderlo pomposo, Insomma La Baronessa è un buon vino strutturato ma che mantiene frutto e freschezza, è pimpante e esuberante. Pericoloso si. La bottiglia finisce velocemente.

Ebbravo Massimiliano!

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