Presunzione, intelligenza e tristezza


Avviso che di seguito peccherò di presunzione.

Bukowski sosteneva che la tristezza è causata dall’intelligenza. Insomma essere intelligenti porterebbe a incupirsi. Prima ti impegni ad allenare i neuroni a comprendere, e quando finalmente li hai portati a essere belli muscolosi e sodi, da farti capire molte cose, quasi quasi rimpiangi i tempi in cui erano flaccidi. Qualche bel neurone flaccido ti lasciava dormire il sonno del giusto.

Continuando random nei miei pensieri, mi viene in mente un’altra tizia che leggevo e che chiedeva “cos’è che non fai più?”

E mi sovviene una risposta sia per Bukow. che per questa tizia: Essere “un fià ebete” quell “un fià” che alleggerisce. Ecco cosa non faccio più da molto tempo. Tutto è diventato incredibilmente serio e pesante. E anche quello che accade di leggero, viene fagocitato dalle pesantezze.

Allora il mio nuovo mantra è #femoiebeti ! Facciamolo per davvero, mettiamoci l’anima a fare “i ebeti” perchè se la vita è troppo breve per bere vini cattivi è anche e soprattutto troppo breve per godersi tanti piccoli e bei momenti.

Ora potete baciare la chef! 😀 … Mi scuso con la mia amica Alessandra se mi sono permessa di usare questa nostra foto qui, ma mi piaceva.

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