… Della pelle delle braccia dei piedi e dell’anima?
Ultimamente ho in mente (mente/mente) Calindri che in mezzo al traffico sorseggiava il suo Cynar….
Lo faceva “Contro il logorio della vita moderna”.
E davvero penso al logorio a cui siamo sottoposti.
Poi arriva un ponte, qualche giorno di ferie, che lo guardi sul calendario come fosse la salvezza… Che attendi che arrivi ed è già passato.
Noooo…
Non c’è scampo.
Non è che arriva il giorno di festa e premi un pulsante e entri in modalità holiday…
No 🙂↔️ non funziona così. Perché appunto i tempi della testa/razionale/ragione non sono quelli di tutto il resto del nostro essere. Non c’è il pulsante che innesca il mood vacanza, o se c’è io non l’ho ancora trovato.
Con un’amica sì rifletteva che da piccoli “non vedevamo l’ora che … ” Aspettando una cosa bella.
Da grandi il “non vedo l’ora che”… È che passi la tal rottura di scatole.
È cambiata la prospettiva.
Ri-noooo.
E quindi? Come si può fare?
Come si può rallentare il tempo? Io voglio godermelo non essere prosciugata dalle rotture di palle…
Forse il Campari cerca una testimonial contro il logorio della vita moderna?
Io col calice in mano chissà perché vengo sempre bene.
O quasi sempre.
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