Mi piace mangiare fuori.
In due, o in quattro, massimo in sei. No tavolate, no menù fisso.
Mi piace la tovaglia. Semplice o elegante, anche di carta paglia, (No plastegon!). Insomma deve esserci. Posso mangiare sul runner, ma sto un po’ in prestito, col gomito sollevato.
E mi piacciono i locali “vintage” . Che sia una trattoria, un ristorante molto figo, una pizzeria semplice… Basta che sia uno di quelli dove c’è una persona che ti accoglie con gentilezza e attenzione.
Voglio il menù cartaceo! Non voglio inquadrare nessun QR code.
E … E qua non posso dire Voglio, se no me tocca stare casa… Vorrei un Cameriere. Uno vero. Quelli old style. Attenti e che ti leggono nel pensiero. O che almeno ci provano, di quelli che fanno quel gesto in più… Che ti fa commuovere. (Che gnanca to mama…)
Di recente cercavo per un amico il Tabasco e la salsa Worcester. Ho chiesto al mio alimentari/gioielleria di fiducia: “No mi dispiace, non li tengo più, non vanno via, si è persa quella cultura”.
Che si sia persa quella cultura, è un triste segnale. Io ho fatto la cameriera e ne vado molto fiera. Non ero di quelle che giravano a occhi bassi per la sala. Ho cercato di imparare il più possibile. L’accoglienza è un’arte meravigliosa, e sentirsi accolti è meraviglioso
Io davvero quando trovo un locale con un Cameriere… Mi commuovo. Amo il saper fare, la professionalità vera. Quella che parte da testa e cuore. E quando c’è, cameriere, avvocato, piastrellista, che sia, IO MI COMMUOVO!
La signora in foto con me è Maria gestisce, e serve ai tavoli in un hotel/ristorante in Stiria… Magica!


